Ottoebasta

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Tecnologia, politica e sport a cura di Ciolet, Giorgio e Davide

La Frase di Ottoebasta

Chiunque può sbagliare; ma nessuno, se non è uno sciocco, persevera nell'errore (Cicerone)

Teheran, tentato assalto all’ambasciata italiana!

Scritto da Giorgio martedì 9 febbraio 2010

Fonte: La Repubblica

ROMA – Decine di miliziani basiji, che non fanno parte delle forze armate iraniane, ma solo sostenitori del governo del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, hanno tentato di dare l’assalto all’ambasciata italiana a Teheran, lanciando pietre e al grido di “Morte all’Italia, morte a Berlusconi” . La notizia è stata data, durante un’audizione in Senato, dal ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha annunciato di aver dato disposizione al nostro ambasciatore a Teheran, Alberto Bradanini, di non partecipare alle cerimonie di giovedì in occasione del 31mo anniversario della Repubblica islamica. Manifestazioni analoghe sono avvenute anche davanti le ambasciate di Francia e Olanda.

La polizia iraniana – ha aggiunto il capo della Farnesina lasciando il Senato – ha “scongiurato l’assalto vero e proprio all’ambasciata” italiana. Ed ha assicurato che, grazie a questo intervento, “non ci sono danni seri”  alla nostra sede diplomatica.

La manifestazione dei basiji iraniani è iniziata verso le 14,45, ora italiana, le 16,15 di Teheran. Sono stati lanciati sassi ed altri oggetti: i manifestanti hanno provato a divellere un cartello stradale, ma sono stati contenuti dalla polizia che, come in altre occasioni, in qualche modo fa da “cornice” a queste manifestazioni. Da tre anni non c’erano manifestazioni contro l’ambasciata italiana, mentre sono continuate quelle contro sedi di altri paesi. Lo stesso gruppo di manifestanti, dopo 20 minuti ha lasciato la sede diplomatica italiana e si è spostato verso quelle di Olanda, Germania e Gran Bretagna.

Frattini ha annunciato che è in atto “una consultazione europea per capire se vi sarà una sorta di osservazione diplomatica da parte delle cancelliere europea, ma credo che quello che è stato deciso dall’Italia sarà condiviso da altri Paesi, come Germania e Gran Bretagna”.

Cosa sono i basiji. Sono una forza paramilitare fondata dall’Ayatollah Khomeini nel 1979. Il basij sono di fatto una organizzazione di supporto e alle dirette dipendenze dell’Esercito dei Guardiani delle Rivoluzione Islamica iraniana, quelli comunemente conosciuti come pasdaran. In origine erano giovanotti di sesso maschile, considerati di età ancora immatura oppure troppo anziani per il servizio militare. Hanno avuto un ruolo importante durante la guerra Iran-Iraq per l’arruolamento dei volontari che si rendevano disponibili per attacchi a ondate contro gli Iracheni, in particolare nell’area di Bassora.

Nella fase attuale la forza paramilitare viene impiegata per lo più come supporto alla polizia nell’ordine pubblico, oppure per organizzare le cerimonie religiose pubbliche dove svolgono attività di vigilanza sul rispetto della “morale islamica” e per prevenire e se necessario reprimere ogni forma di dissenso al regime religioso iraniano.  L’organizzazione dei basiji ha struttura capillare ed è presente nella maggior parte delle città iraniane.

Khamenei minaccia l’occidente

Scritto da Giorgio lunedì 8 febbraio 2010

Fonte: La Repubblica

TEHERAN - In vista dell’anniversario della rivoluzione iraniana, il prossimo 11 febbraio, lo scontro tra l’Occidente e l’Iran riguarda non solo il nucleare ma anche anche i diritti umani. La guida spirituale dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, ha infatti annunciato che l’Iran darà un ”pugno” alle ”arroganti” potenze occidentali.

In un discorso rivolto all’aviazione militare iraniana il leader supremo ha dichiarato: “Il 22 di Bahman (11 febbraio nel calendario persiano, ndr) la Nazione iraniana, unita e con la grazia di Dio, sferrerà un cazzotto tale all’arroganza dell’Occidente, che lo lascerà stordito”. Il governo ha messo in cantiere una serie di solenni cerimonie e, per evitare sorprese, ha avviato un giro di vite sulla dissidenza, ma non sembra aver scalfito il movimento Verde, impegnato a preparare le contromanifestazioni di giovedì prossimo.

“Se Dio vuole – ha detto l’ex presidente Mohammad Khatami – tutto il popolo, come titolare primo della rivoluzione,  prenderà parte alle marce, difendendo allo stesso tempo la rivoluzione e i diritti umani”.
Negli ultimi due giorni sono finiti in carcere dieci giornalisti, che si aggiungono ai 45 già detenuti. Altri sette dissidenti, per i quali Amnesty International ha lanciato un appello, rischiano condanne pesanti, due di loro potrebbero andare alla forca. Il vice ministro degli Esteri Mohsen Aminzadeh è stato condannato a sei anni di carcere.

Khamenei ha messo oggi il sigillo personale su questi provvedimenti, attribuendo la protesta dell’Onda verde a mandanti stranieri: “Il più importante obiettivo delle sedizioni post-elettorali era di creare una spaccatura nella nazione, ma non sono riusciti a farlo e l’unità del nostro popolo resta una spina conficcata nel loro occhi”. Le parole di Khamenei hanno spinto Stati Uniti e Ue a una nota congiunta in cui si esprime “preoccupazione” per la stretta sui diritti umani che potrebbe verificarsi  nei prossimi giorni.

Il contenzioso con la comunità internazionale resta aperto anche sul nucleare. Mosca ha invitato l’Iran a “rispettare gli accordi internazionali”, Roma è stanca di “politiche dilatorie”, Parigi e Washington si sono dette insieme “d’accordo” su nuove sanzioni. Ma Teheran progetta di costruire dieci nuovi impianti di arricchimento dell’uranio entro il “prossimo anno” ha detto il capo del programma atomico iraniano (Aeoi), Ali Akbar Salehi. L’anno nuovo iraniano inizia il 21 marzo. Domani la Repubblica Islamica comincerà ad arricchire l’uranio fino al 20% nell’impianto sotterraneo di Natanz. Questo programma, ha aggiunto Saleh, non si limiterà alle necessità di combustibile del reattore civile di Teheran.

La corsa al riarmo è ormai una priorità per l’Iran. Teheran ha aperto due linee per la produzione di droni, gli aerei senza pilota che Washington utilizza in Pakistan. I droni potranno condurre operazioni di “sorveglianza, ricognizione e attacchi mirati con un alto livello di precisione”.

iFree Table, il tablet PC opensource

Scritto da Giorgio domenica 7 febbraio 2010

Fonte: Geekissimo

In queste ultime settimane, molti dei siti dedicati al mondo della tecnologia stanno segnalando sempre più informazioni possibili riguardo l’ultimo prodotto presentato da Steve Jobs nel suo keynote dello scorso mese: l’iPad. Mentre le notizie dal mondo di Apple si susseguono, in molti si sono persi un nuovo concorrente che sta entrando in campo a gamba tesa. iFree Table, come capite dal nome è una table completamente basato su sistema operativo open source.

iFree Table riesce ad avere un costo contenuto, proprio per questi motivi. Un sistema operativo free, componenti hardware che si trovano in commercio a basso costo e un’ottima funzionalità. Nato da un progetto di una università spagnola, il prodotto si presenta ottimamente. Molto buona la dotazione hardware del table, che trovate dopo il salto nello specifico.

Nel File PDF, presentato alla stampa, troviamo le informazioni relative “all’interno” del prodotto:

  • Disco rigido da 160G SATA HDD.
  • Connessione Ethernet e WiFi
  • WebCama da 1.3 megapixel
  • 3 porte USB, 1 porta VGA, 1 collegamento per auricolari, 1 collegamento per il microfono, 1 microfono interno, 1 porta RJ-45 para LAN, 1 DC-in jack.
  • Batteria dalla durata di 2.5 ore
  • Sicurezza: Kensington Lock.
  • Dimensioni: 28 cm x 18 cm.

Insomma, un’ottimo prodotto. Ancora non è dato sapersi quando arriverà in commercio, ma sicuramente sarà una bella rivoluzione per il campo dei table PC. Per maggiori informazioni, vi rimando al sito ufficiale dove trovate tutte le notizie sul prodotto e sul progetto.

Il prezzo dovrebbe aggirarsi tra 300-400 €.

Nasce Ecosia, il motore di ricerca amico dell’ambiente

Scritto da Ciolet venerdì 5 febbraio 2010

Da architetturaecosostenibile.org l’articolo: Ecosia, il motore di ricerca che salva l’ambiente

Si chiama Ecosia ed è il nuovo motore di ricerca che sta già facendo concorrenza a Google. Il progetto deriva dalla collaborazione di WWF, Yahoo e Bing, che hanno dato il via alle ricerche proprio il giorno del vertice di Copenaghen. I motivi per scegliere Ecosia sono semplici, infatti, a differenza di altri motori di ricerca, questo è un sito web indipendente e senza scopo di lucro, che dona più dell’80% dei guadagni, ricavati dalle ricerche effettuate dagli utenti, al programma di protezione della foresta pluviale del WWF. Basta pensare che per ogni ricerca realizzata su Ecosia, si possono salvare fino a 2 mq di foresta pluviale.

Se questo non bastasse, va ricordato che esistono molte emissioni di CO2 causate dai grandi motori di ricerca e dalle loro reti server. Alcuni esperti stimano che per ogni ricerca effettuata venga immessa nell’ambiente la stessa quantità di CO2 di una lampadina accesa per un ora. Invece, tutti i server utilizzati da Ecosia funzionano con energia verde.

E’ inoltre possibile per l’utente vedere in tempo reale quanti metri quadrati di foresta pluviale sta salvando con le sue ricerche perché indicato sulla barra del motore di ricerca, ed è possibile visualizzare le anteprime delle pagine web ricercate.

Ecosia, inoltre, protegge la privacy dei propri utenti cancellando tutti i dati ricevuti nell’arco di 48 ore senza analizzarli, al contrario di altri motori di ricerca che analizzano i dati per ricavare dei profili utenti per venderli ad altre società.

Davvero un grande progetto, invito tutti i nostri lettori ad utilizzarlo. Cerchiamo di fare qualcosa per cambiare le sorti del nostro pianeta.

Link: Ecosia.org

SEGA sforna una nuova console

Scritto da Giorgio venerdì 5 febbraio 2010

Fin’ora il mercato videoludico domestico ci ha fornito scontri tra giganti quali Nintendo, Microsoft e Sony; ora sembra arrivato il turno di Davide che cercherà di dare almeno fastidio ai 3 Golia…

Mitologia a parte, SEGA ha annunciato il SEGA Zone, una home-console dal prezzo modestissimo 39.95 £ (circa 45 € al cambio attuale) che riporterà nelle nuove generazioni i classici come Ecco the Dolphin, Alex Kidd, Golden Axe e tanti altri ancora comprese le avventure dell’immancabile porcospino blu, Sonic.

La console avrà un hardwere assolutamente non al livello dei tre padroni del mercato, ma cercherà di aggiudicarsi una fetta di pubblico a cui piace spendere poco e divertirsi.

Spendere poco, questo sembra il grido di battaglia della SEGA che venderà la console con ben 50 giochi precaricati (20 classici + 30 nuovi) di cui 16 saranno giocabili con un sistema di controllo moltro simile al Nintendo Wii Mote (anche se la forma ricorda tanto un rasoio elettrico).

Nella confezione sono inclusi ben 2 controller e quindi per una volta sarà possibile comprare una scatola con dentro il necessario per giocare come si deve.

La console avrà anche uno slot per caricare le cartucce delle vecchie console SEGA.

Staremo a vedere, se non si rivelerà un flop, sarà sicuramente un must-have anche per chi ha già un’altra console, ad esempio potrebbe essere acquistata per la casa delle vacanze visto il prezzo modestissimo.

Tablet: è il turno di Google con Chrome Tablet

Scritto da Giorgio venerdì 5 febbraio 2010

Dopo lo Slate e l’iPad è il turno di Chrome Tablet, il tablet targato Google, ecco l’articolo di Geekissimo:

Con la nascita di prodotti come HP Slate e iPad, è ormai chiaro che quello dei tablet è un campo su cui tutti i principali “player” del mondo informatico vogliono dire la loro. Perfino Google, che finora sembrava volersene stare in disparte, secondo i bene informati, è pronta a sfoderare la sua “tavoletta” multi-uso.

Sul sito Internet di Chrome OS (il sistema operativo di “big G” che debutterà a fine anno sui netbook), sono infatti comparsi i primi concept di tablet made in Mountain View, un dispositivo abbastanza simile a quello presentato qualche giorno fa da Steve Jobs ma con una grossa differenza rispetto a quest’ultimo: il supporto al multi-tasking… e che multi-tasking, oseremmo dire!

Come potete vedere dalle immagini a fine post, questo concept di Chrome Tablet è infatti caratterizzato da un’interfaccia utente estremamente flessibile, in cui è possibile aprire, spostare, ridimensionare e consultare più finestre contemporaneamente.

Da sottolineare anche la presenza di una tastiera virtuale molto dinamica (che si sposta e si ridimensiona a seconda degli usi), di un launcher per le applicazioni e le ricerche veloci, e di un comodo menu contestuale accessibile con la sola pressione di un dito.

Queste le papabili specifiche tecniche della “tavoletta”, segnalate da ComputerWorld come il ritratto di un possibile dispositivo ibrido tra il netbook e il tablet:

  • Architettura Nvidia Tegra ARM (la stessa dello Zune)
  • Display TFT multi-touch da 10.1 pollici (HD-ready)
  • Disco fisso da 64GB (SSD)
  • 2GB di RAM
  • WiFi
  • 3G
  • Bluetooth
  • Ethernet
  • USB
  • Webcam
  • Jack audio da 3.5mm
  • Lettore multi-card

Che dire, se fosse vera solo la metà di questa scheda tecnica e il dispositivo di cui stiamo parlando fosse davvero un tablet, l’iPad vedrebbe stagliarsi al suo orizzonte davvero una brutta gatta da pelare. (oltre allo Slate, ndr)

Ad ogni modo, è presto per esprimere pareri “seri”. Prendiamo questi concept e questi rumor per quelli che sono e incrociamo le dita affinché la sfida tra i giganti dell’IT si faccia sempre più acerrima e ricca di opportunità per noi utenti. Che ce n’è davvero bisogno.

La nuova riforma della scuola firmata Gelmini

Scritto da Ciolet giovedì 4 febbraio 2010

Da Repubblica.it l’articolo Superiori, riforma dal primo anno torna la Geografia nei tecnici

ROMA – Ormai è certo: la riforma della scuola superiore partirà soltanto dal primo anno e ritorna la Geografia. Pochi minuti fa, il sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe Pizza, ha incontrato i sindacati della scuola in vista del varo definitivo dei tre Regolamenti che riformeranno l’intero asse della scuola superiore italiana a partire dal prossimo settembre. L’ok definitivo alla riforma, che il ministro Mariastella Gelmini non ha esitato a definire “epocale” arriverà domani mattina, durante la seduta del Consiglio dei ministri.

Poi, sarà la volta della campagna informativa del ministero che avrà il gravoso compito di spiegare a genitori e studenti, in procinto di fare la propria scelta, come funzionerà il tutto: indirizzi di studio, materie e orari settimanali. Ma i primi commenti non sembrano entusiastici. Per Francesco Scrima, che ha sempre considerato “necessaria per il paese la riforma della secondaria di secondo grado” “partire dalle prime e per tutti gli indirizzi contemporaneamente è una buona cosa”, ma i tagli alle ore di lezione nelle seconde, terze e quarte classi degli istituti dei tecnici e  professionali, a partita in corso, “rischiano di fare implodere il sistema”.

In sostanza, la riforma partirà dalla prima classe in tutte e tre le filiere (licei, istituti tecnici e istituti professionali), ma negli ultimi due segmenti gli orari settimanali, il prossimo anno, dimagriranno in tutte le altre classi all’infuori delle quinte. Dal prossimo anno, quasi un milione di studenti che frequentano le seconde, terze e quarte classi di tecnici e professionali studieranno meno. E saranno le materie professionalizzanti ad essere penalizzate. E’ questo il prezzo da pagare a quella che Scrima definisce “la rigidità del ministero dell’Economia sulla riforma”.

Concetto ribadito da Mimmo Pantaleo, segretario nazionale della Flc Cgil. “L’unica logica è quella dei tagli. Qualche miglioramento relativo all’avvio dei regolamenti solo alle prime classi è condizionato negativamente per tecnici e professionali dai tagli di ore per seconde, terze e quarte: il prossimo anno ci sarà  -  secondo Pantaleo  -  il caos con riduzioni orarie consistenti delle materie professionalizzanti. E nei licei si conferma l’assenza del diritto per i classici, linguistici e scientifici”. Ma c’è chi sorride.

Il liceo delle Scienze umane recupera il Diritto e nei bienni degli istituti tecnici ricompare la Geografia. Anche al liceo classico, secondo le ultime indiscrezioni, si recuperano due ore di Scienze al biennio. Ma il quadro completo dei curricula sarà disponibile domani a metà mattinata, quando il governo avrà dato il via libera alla riforma. La cosa certa è, che entro il 26 marzo, 500 mila ragazzini potranno scegliere tra sei licei (classico, scientifico, artistico, delle scienze umane, musicale e coreutica, linguistico), 11 istituti tecnici e  6 istituti professionali. Ma che la riforma dovrà anche tagliare 14 mila cattedre.

Ecco alcune novità in sintesi.

Licei artistici.
In prima lettura con soli tre indirizzi, avranno ben 6 opzioni: arti figurative; architettura e ambiente; audiovisivo e multimedia; design; grafica; scenografia.

Liceo classico.
Lingua straniera per tutti e 5 gli anni e potenziamento dell’area scientifico-matematica.

Liceo scientifico
. Saranno due le opzioni, dal prossimo anno, a disposizione degli studenti che sceglieranno il liceo scientifico: quello del nuovo ordinamento, con più Matematica e Scienze, e quello delle “Scienze applicate”, che recupera le sperimentazioni del Piano nazionale informatica.

Liceo linguistico.
Con lo studio di tre lingue straniere per 5 anni e il Latino al biennio. Dal terzo anno una materia non linguistica (Matematica, per esempio) sarà impartito in lingua straniera e dal quarto anno un secondo insegnamento sarà impartito in lingua straniera.

Liceo musicale e coreutico
. Vera novità della riforma, ma che partirà all’inizio soltanto con 40 sezioni musicali e 10 coreutiche, una ogni due province, che potranno essere attivate in convenzione con i conservatori e le accademie di danza.

Liceo delle scienze umane.
E’ l’altra novità della riforma, che sostituisce i liceo socio-psicopedagogici. Le scuole potranno anche attivare una opzione Economico-sociale, in cui saranno approfonditi i nessi e le interazioni fra le scienze giuridiche, economiche, sociali e storiche.

di Salvo Intravaia

Ancora una volta a rischio la libertà del web

Scritto da Ciolet mercoledì 3 febbraio 2010

Da Antefatto.it l’articolo Conto alla rovescia per imbavagliare il web

A voler imporre un pesante giogo alla libera diffusione delle idee via Internet la Cina non è sola. C’è un partner d’eccezione, che risponde al nome di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, nelle vesti stavolta, di tycoon.

La faccenda è recentissima e poco nota, oscurata com’è stata dalle ultime notizie di reato sul fronte Mediaset (ipotesi di compravendita di titoli cinematografici a prezzi gonfiati con relativa frode fiscale etc. etc.). Oltreoceano se n’è parlato, in compenso, persino su Time.

In apparenza, si tratta di misure che accoglierebbero nella nostra legislazione una direttiva comunitaria (la 2007/65), che prevede di mettere al bando de legge la pornografia dagli schermi degli internauti in tenera età. Non solo: anche i siti dal contenuto violento sarebbero d’ora in poi territorio proibito per bambini e adolescenti. Un’iniziativa in sé lodevole, insomma.

Tanta solerzia da parte del governo nei confronti di navigatori meno…scafati per ragioni anagrafiche ha un suo perché: si vuole de facto attribuire agli Internet provider – cioè le aziende che permettono lo smistamento del traffico in Rete – la responsabilità di quel che accade sul Web: a partire, come è ovvio, dalla liceità dei contenuti.

Con una similitudine non troppo azzardata, sarebbe come rendere la concessionaria di un’autostrada responsabile della guida pericolosa di un’automobilista in stato di ebbrezza. Basterebbe ben poco, in definitiva, a mettere fuori legge un qualsiasi video o un qualsiasi blog, senza che esso sia in sé “pornografico” o “violento”: una (anche) piccola violazione di copyright e il gioco (del governo) è fatto.

È altrettanto chiaro che i contenuti “vietati” per ragioni di salvaguardia del diritto d’autore potrebbero tornare in gioco…a pagamento su siti che la stessa Mediaset potrebbe fornire, in un domani non troppo lontano.

Da notare che, a ovest dell’ex-cortina di ferro, l’Italia sarebbe il primo e unico Paese ad avere in vigore misure di legge di questo genere. Il pericolo “censura” comincerebbe così a concretizzarsi. Molto presto, peraltro, dato che entro il 4 febbraio le commissioni di entrambe le Camere che sono state interpellate sulla questione dovranno esprimere un loro parere; poi sarà il Consiglio dei Ministri, in una delle sue prossime riunioni, a prendere l’ultima decisione, ovvero a ratificare la volontà delle alte sfere governative, senza fare sconti a chicchessia.

A prevenire ogni possibile obiezione è sceso in campo Paolo Romani, viceministro alle Comunicazioni nonché berlusconiano della primissima ora nonché ispiratore del decreto legislativo in questione (che verrà deliberato dal Consiglio dei Ministri il prossimo 4 febbraio) “non intende mettere il bavaglio all’informazione on-line né limitare la possibilità di espressione di blogger e utenti dei social network”. E tanto per essere chiari, a finire sotto la lente d’ingrandimento del governo sono Youtube e Facebook. Il primo, per essere il più importante punto di riferimento per chi cerca immagini in Rete – e Mediaset non può non essere danneggiata da eventuali violazioni di copyright.

Per Fb il discorso si fa più complesso: in gioco, le pagine che inneggiano alla violenza contro Berlusconi, da dove sarebbe partito secondo il ministro Maroni l’input per l’attentato di Milano al premier nello scorso dicembre.

Tartaglia, il mancato carnefice, vittima di una suggestione mediatica di origine non televisiva, insomma. Pesanti le sanzioni previste dal governo per i siti che non rispetteranno le indicazioni contenute nel decreto: multe fino a 150.000 euro, per intenderci. Niente, però, rispetto ai 500 milioni di euro che Mediaset avrebbe intenzione di chiedere a Youtube-Google a titolo di risarcimento danni per l’abuso del materiale video prodotto dall’azienda del premier.

Come a dire: la libertà ha un prezzo. Per Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd, la strategia del Biscione ha come obiettivo un rilancio in grande stile della tv (privata, come è ovvio) quale asse portante della comunicazione di massa. I cinesi, dal canto loro, lo fanno per una questione ideologica e per introdurre una sorta di autarchia dell’e-commerce.

Ma attenzione: c’è chi crede, come Carlo Carnevali Maffe, docente alla Bocconi di Milano, che la direttiva europea recepita dal governo italiano possa introdurre una sorta di “fattore di regolazione” della Rete: “Io non posso considerare Youtube un qualcosa che ha apportato dei benefici all’umanità – ha chiarito il professore in un’intervista – piuttosto diamoci una piattaforma legale più aggiornata per dare a tutti pari opportunità nella competizione in Rete”.

Dal quartier generale in Europa di Youtube-Google si spera in un ripensamento del governo italiano prima del fatidico 4 febbraio. Ma a voler considerare i precedenti in questo senso (vedi innalzamento dell’Iva a Sky), non c’è da essere troppo ottimisti: sarà una coincidenza, ma Internet è (o era?) l’unico ramo della comunicazione ancora non dominato dalle aziende del premier.

di Giampaolo Scaglione

Videogiochi – Prossime uscite

Scritto da Giorgio martedì 2 febbraio 2010

Aggiornamento delle liste dei giochi in uscita per:

PC

PS3

XBOX 360

Wii

Hp Slate, il rivale di iPad

Scritto da Giorgio martedì 2 febbraio 2010

Questa volta Steve Jobs non è riuscito a stupirci, anzi è arrivato tardi;

l’iPad non è un oggetto tanto “nuovo” dato che circa un mese fa al CES 2010 Microsoft e HP avevano già presetnato lo Slate, che darà veramente una scossa al mercato.

Le caratteristiche tecniche e la data di vendita purtroppo non sono ancora note, l’unica cosa certa è che lo Slate avrà Windows 7, e questo è solo il primo dei numerosi vantaggi che avrà sull’iPad di Apple.

Per un confronto tecnico useremo le caratteristiche hardwere dell’Archos 9, un tablet pc con sistema operativo Linux in vendita sul sito Archos a circa 500 €, che comunque dovrebbe essere meno performante del futuro Hp Slate.

Caratteristiche iPad

  • Multitouch
  • Schermo di 9.7
  • Processore Apple A4 da 1Ghz
  • WiFi 802.11n
  • Bluetooth 2.1
  • Memoria Flash da 16, 32 e 64GB
  • Sistema operativo iPhone OS 3.2 e non con Mac OS X
  • Prezzo da 499$

Caratteristiche Archos 9

  • Schermo LED da 8.9
  • 1 GB di RAM
  • Hard disk da 60GB
  • Processore ATOM Z510 da 1.1GHz
  • WiFi
  • Bluetooth
  • USB
  • Webcam da 1.3 megapixel
  • Prezzo da 499 $

Nello Slate inoltre ci sarà, come detto, sitema operativo Windows 7 e quindi sarà presente il multitasking, grande pecca di Apple;

un sistema operativo come quello Microsoft permette anche una maggiore compatibilità con programmi e periferiche.

Stavolta sembra proprio che Apple si dovrà inchinare al duo HP-Microsoft ed accontentarsi delle vendite per i fedelissimi della mela.

Ecco alcune foto e il video teaser dello slate: